Oltre una passione giovanile, mai sopita per Israele, mi iniziavo a chiedere perché scrivessi così spesso di
Ebrei, Palestinesi e di razzismo. L'altro cruccio era quello di uscire dal tema che questo blog si prefigge : vedere il mondo da Alonte. Allora, oltre una certa libertà che chi scrive si dà, iniziavo a non capire cosa potesse centrare Israele e gli Ebrei in uno sperduto angolo di Veneto quale è Alonte.
Poi i puntini di una sottile linea si sono uniti e incominci a capire che non si può stare tranquilli.
L'anno scorso non avevo preso bene il venire a casa mia, in occasione del canto della stella, a parlottare su come le stelle di Davide stessero bene cucite sui cappotti nei campi di sterminio. Poi un ragazzo di Alonte qualche mese dopo veniva strattonato e convinto a tagliare i capelli in centro a ... Lonigo (Vicenza).
Mi venivano alla mente i ricordi di quando a Varese si buttavano i polli nel pallazzetto dello Sport in sfregio al Maccabi - Tel Aviv che giocava una partita di basket o a quando negli anni '70 c'era qualche problema attraversare Piazza San Babila.
E poi si dice che una rondine non fa primavera.
Quest'inverno, nel pieno della preparazione della
serata su Israele, leggevo un articolo che riporta la c
ensura in Libano del Diario di Anna Frank; e ora devo leggere che un deputato della Repubblica Italiana solleva
un'interrogazione al ministro dell'Istruzione per censurarne la lettura in una scuola lombarda. Allora continuerò a scrivere di Israele perché il razzismo è una brutta bestia e si esprime in diverse forme. O forse il grave è quello che scriveva sul Corriere della Sera del 14 gennaio a pagina 40 Sergio Harari "... fino a poco tempo fa certi discorsi non si facevano neppure sottovoce: oggi sono socialmente accettati .. " e lo stesso giorno sul Corriere della Sera a pagina a pag. 21 titolava "
Clochard ucciso nell'acqua gelata".
Allora io credo che si debba tornare a far Politica nel senso più nobile della parola.