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venerdì 3 giugno 2011

Un appello

Buon giorno a tutte/i!

Chi mi conosce sa ben che non sono avvezza a fare mailing con appelli 'politici'.
Chiedo scusa a tutte/i coloro che si sentissero importunati a questo messaggio, ma questa volta non ne posso fare a meno - per senso civico e perché una legge anacronistica (ebbe sì, non ho la cittadinanza italiana) mi priva personalmente della possibilità di dire la mia mediante il voto.
Continuo a leggere notizie allarmanti sulla manipolazione dell'informazione nei media in Italia, e quindi voglio contribuire a supplire mediante altri canali.
Lungi dal volere imporre a qualcuno le mie convinzioni, vi chiedo solo di leggere, riflettere e poi agire di conseguenza in occasione dei referendum il 12 giugno.

giovedì 5 maggio 2011

Convegno sulla tossicodipendenza

Venerdì 6 maggio alle ore 16 alle ore 17.45 al Teatro Comunale di Lonigo si terrà un Convegno sulle tossicodipendenze. I presenti porteranno il loro contributo per meglio leggere il fenomeno nelle nostre terre e per confrontarsi sugli strumenti per contrastare questo fenomeno.

La serata sarà condotta dal Sindaco Boschetto e interverranno diverse personalità quali :

Melchiorre Fallica - Prefetto di Vicenza
Antonio Morelli - Comandante Guardia di Finanza di Vicenza
Daniela Sbrollini - Membro della Commissione Attività Sociali c/o Camera dei Deputati
Remo Sernagiotto - Assessore Politiche Sociali Regione Veneto
Remo Alessi - direttore Generale U.L.S.S. n. 5
Ario Gervasutti - Direttore de "Il Giornale di Vicenza"
Don Antonio Mazzi - Presidente Exodus
Ugo Ceron - Comunità di San Daniele Lonigo

Con una proposta così forte credo non si debba fare come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, ma si debba avere il coraggio, il tempo e la voglia di sentire quale sia il punto della situazione droga nei nostri paesi.

Un invito ai giovani perché confrontino il loro sentire comune con i dati reali e sentano quali pericoli e come evitare facili tentazioni.

Un invito ai genitori e a tutti coloro che portano la responsabilità di guidare lo sviluppo delle giovani generazioni perché non caschino nel facile allarmismo, ma risecano a coniugare la paura con strumento efficaci.

Agli amministratori perché uscite da questo Convegno convengano sui dati e possano coordinare attività atte a limitare il fenomeno droga.

martedì 26 aprile 2011

Car Pooling Alonte - Venezia

Non si può dire che Alonte sia fuori dal modo, o almeno così spero. Oggi un'amica offre il suo mezzo per andare da Alonte a Venezia. Credo che si possa utilizzare anche questo blog per comunicarmi chi volesse condividere il viaggio per qualche settimana a venire. Attendo conferme, che in un periodo di crisi potrebbe trasformarsi in un risparmio e perché no conoscere persone del proprio paese.
In attesa di riscontri a tutti una buona ripresa.

domenica 23 gennaio 2011

Oggi insulina

Il 23 gennaio 1922 veniva iniettata la prima dose di insulina ad un paziente e di seguito potrete leggere un estratto preso da History channel. Io voglio soffermarmi su quanto sia difficile essere riconoscenti verso qualcuno.
La malattia ti manifesta in modo evidente le debolezze umane e come tutti gli eventi forti tende ad esasperare le condizioni al contorno.
Questo non sempre è un male in quanto esasperando le situazioni ci porta a considerazioni e decisioni nette. Nella malattia ti devi decidere e affrontare una terapia, seguire un dottore, abbandonare delle abitudini. Ti regala anche delle soddisfazioni: dare un nome alle persone vicine che ti aiutano. Io oggi voglio ricordare le persone che mi hanno aiutato e se a chi legge lascio i nomi dei dottori che hanno inventato come produrre l'insulina, io so che devo la vita a tante altre persone che mi vivono accanto, hanno in nome e cognome e a loro oggi va il mio ... grazie.

"Iniezione di insulina salva paziente diabetico

domenica 16 maggio 2010

Lettera a "Il Giornale di Vicenza"

20070331_gdv.jpg 834×958 pixels.png"Egregio Direttore,

penso sia difficile trovare un popolo che odia tanto il suo territorio (e quindi la propria storia) quanto il popolo vicentino e veneto in generale.
“Sono Pazzi Questi Romani!” esclamavano Asterix e Obelix, interpretando in maniera originale la sigla “SPQR” (Senatus PopulusQue Romanus). Oggi come oggi non suonerebbe male un SPQV (“Sono Pazzi Questi Veneti”).
Questa caduta libera del pensiero collettivo, già evidente in passato, è divenuta lampante di fronte allo stravolgimento in atto.

sabato 24 aprile 2010

Rita Levi Montalcini

ri_16_190.jpg"Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente." (Rita Levi Montalcini, dall'intervista di @Paolo Giordano, 100 anni di futuro, @Redazione Wired Ita...

..e l'italia non si è ricordata di lei!
che strano questo paese!
Marta

Grazie alla amica Marta che ha voluto ricordare Rita Levi Montalcini.
Apprezzabile la campagna via web organizzata da Wire.it a cui ha partecipato anche puntualizziamo.it dell'amico Diego

giovedì 15 aprile 2010

Dizionario : Equal Pay Day

291d150_imgD92fWo.jpgEqual Pay Day sta a significare che una donna, nella media europea, raggiunge il guadagno che un pari grado maschile raggiunge in un anno il 14 aprile dell'anno successivo.
Come facciamo a riempirci la bocca di discorsi sulla famiglia se poi si tollera che normalmente una donna sia pagata un 20% in meno di un uomo?
Per pensare alle famiglie le donne fanno, ad esempio, meno straordinari e sono poco disponibili alla mobilità, fattori che determinano, con altri, il gap salariale.

Nel nostro paese si evidenziano consistenti differenze nelle informazioni relative al fenomeno, che a seconda della fonte ammonterebbe al 9% fino a raggiungere il 27%.
Secondo Eurostat l’Italia avrebbe un gap retributivo pari a 18%, di poco inferiore a quello registrato dai primi 10 paesi dell’Unione, decisamente più basso di quello dell’Europa a 15 e a 25, rispettivamente pari a 23 e 24,5%
La giornata dell'Equal Pay Day viene festeggiata a Genova il 15 cm, altri come a Bolzano il 16 aprile e a Vicenza il 15 aprile in corso Palladio alle 10.30.
Ecco perché domani, le donne usciranno in strada con qualcosa di rosso: un vestito, una sciarpa, un cappello, una borsa o un borsellino rosso, lo stesso colore del loro portafoglio.

lunedì 8 marzo 2010

Per voi uomini

Vorrei dedicare il post odierno a una riflessione che mi è giunta qualche tempo fa e che ho tenuto nel cassetto per l'occasione. Infatti la festa delle donne in pieno periodo di campagna elettorale può essere lo spunto per riflettere sulla lunga marcia intrapresa dalle donne per il voto.



In questi giorni di tribune elettorali e spot, ci sembra ovvio che le donne possano votare ed essere elette. In realtà ciò accade in Italia solo dal 2 giugno 1946 (referendum per la scelta tra Monarchia e Repubblica), a seguito dell'introduzione del suffragio universale con Decreto Legislativo n°23, del 1° febbraio 1945. In questi 65 anni le donne hanno raramente ricoperto carihe governative importanti; quando però l'hanno fatto, hanno dimostrato serietà, preparazione e passione.
Ecco allora l'invito: nella composizione delle liste elettorali credo siano state abolite le "quote rosa" e pertanto le presenze femminili - veline a parte - sono sempre risultato di un impegno personale consolidato. Votiamole, almeno noi donne!

giovedì 4 marzo 2010

Come nacque l'asilo parrocchiale di Alonte (1955-58)

Leggo sul libretto della quaresima della Parrocchia di Alonte e Corlanzone la storia di come si arrivò a costruire la Scuola Materna. Dapprima un grazie a Don Gianni per aver dato spazio a questo episodio, poi una gradevole scoperta in Filiberto Dal Cortivo che con passione ha risistemato l'archivio Parrocchiale rendendolo una prezioso strumento di indagine storica della nostra comunità.

"Come nacque l'asilo parrocchiale di Alonte (1955-58)

"Siamo un gruppo di mamme della parrocchia di Alonte che ci rivolgiamo alla Eccellenza Vostra, piene di fiducia e sicure d'essere dalla bontà vostra esaudite in quello che riteniamo un nostro santo e inderogabile desiderio e cioè che la Eccellenza Vostra abbia da interessarsi affinchè, anche nella nostra parrocchia, abbia da funzionare il più presto possibile l'asilo".

Questa umile istanza,

inoltrata al vescovo di Vicenza probabilmente tra la fine del 1954 e i primi mesi dell'anno successivo, corredata da un elenco dei bambini nati ad Alonte negli anni compresi fra il 1949 e il 1953, è il documento che, nella sua toccante semplicità, costituisce una sorta di simbolica prima pietra nella costruzione della scuola materna di Alonte. E' come se, da quel momento, si fosse innalzato una specie di sipario su una rappresentazione felicemente conclusasi quattro anni più tardi, grazie, senza dubbio, al sostegno di alcune istituzioni, prima fra tutte l'Amministrazione Comunale nella figura del sindaco Clotilde Veronese (val la pena di ricordarla), ma precipuamente all'assidua disponibilità di moltissime famiglie alontine prodigatesi, con i sacrifici che tutti possiamo ben immaginare, affinchè la comunità possedesse finalmente una propria casa per l'infanzia.

Senz'altro singolare e commovente fu l'iniziativa di tante mamme, immagine molteplice e vivificante di un'energia e di una volontà coerenti e solide, che, senza starsene con le mani in mano ad aspettare invano che qualcuno provvedesse per loro, avevano deciso di mettere nero su bianco, dando un impulso forse determinante verso la realizzazione di un'opera tanto agognata dall'intera comunità. Fu così che il 18 maggio 1955 monsignor Carlo Zinato autorizzò, con proprio decreto, la costruzione su area di proprietà della prebenda parrocchiale di un fabbricato ad uso esclusivo di asilo infantile, anche se i lavori erano iniziati dal precedente mese di marzo, come risulta dai "Registri delte presenze degli edili", cioè dei muratori, a riprova di quanto il predetto decreto vescovile non fosse che l'ufficializzazione di un assenso già espresso e pervenuto per le vie brevi. Il Vescovo diede, inoltre, disposizioni perché la rendita del beneficio rimasto vacante della prebenda parrocchiale di San Biagio fosse devoluto a sostegno delle spese necessarie al compimento dell'opera, esaudendo così la richiesta che i membri del Comitato preposto all'erezione della scuola materna (Angelo Zarantonello che ne era il presidente, Bertillo Zarantonello, Gelindo Boron e Guido Mistrorigo) avevano in tal senso formulato con lettera datata 2 novembre 1955.

Le spese, il cui ammontare andava via via delineandosi attraverso i vari progetti sottoposti ai componenti del predetto Comitato da un'impresa edile di Alonte, erano costituite da somme in denaro con cifre a sei zeri. Un primo preventivo, non datato, ma verosimilmente esaminato dal Comitato nei primi mesi del 1955, prevedeva 1.120.000 lire per la parziale conclusione dei lavori; mentre un successivo preventivo, datato 28 maggio 1955, fissava il definitivo ammontare della spesa a lavori ultimati a 6.095.785 lire. Si pensi, perciò, alla difficoltà di reperire una tale somma di denaro che in quegli anni - i conti sono presto fatti -. rappresentava davvero un'enormità.

Eppure i membri del Comitato e quanti collaborarono con loro riuscimno nell'impresa, grazie all'aiuto di molti, in primo luogo dell'Amministrazione Comunale a cui, il 18 aprile 1955, il Comitato aveva inviato una lettera "perché voglia affrancare questa meravigliosa iniziativa". Benchè la minuta di questa missiva rechi nella parte in basso, a matita, la scritta "senza nisposta", il comune di Alonte provvide al sostegno delle spese di volta in volta occorrenti alla costruzione dell'asilo con regolari corresponsioni di somme in denaro.
Assai significativa e, per certi versi, drammatica è una lettera del 24 ottobre 1958, indirizzata al parroco di Alonte, ove l'allora primo cittadino Clotilde Veronese, nel consegnare le chiavi del fabbricato - a questo punto completato - a don Orsato, affermava di aver parzialmente liquidato i muratori, dato che in quella circostanza le risorse finanziarie comunali non consentivano ulteriori spese, di averli rimandati dal parroco stesso per il saldo definitivo e di aver sporto denuncia ai Carabinieri a seguito di insulti e minacce a lei indirizzate dalle maestranze, evidentemente furiose per non aver ancora ricevuto tutto il compenso pattuito.
Altre sostanziose elargizioni vennero effettuate dalla Banca Popolare Agricola di Lonigo, rispettivamente il 30 aprile 1956 e il 23 maggio 1958, con due somme di diecimila lire ciascuna; dalla Banca Cattolica del Veneto con sede Lonigo che il 14 marzo 1958 emise un assegno di cinquemila lire in favore del presidente del Comitato Angelo Zarantonello; dal Ministero dell'Interno che, nella figura e per interessamento del prefetto di Vicenza dr. Nicosia, concesse alla scuola materna di Alonte una sovvenzione straordinaria di 75.000 lire.

Ma ciò che consentì di giungere al momento fatidico - l'anno era il 1958 - in cui l'ultima rata fu definitivamente liquidata all'impresa costruttrice (la nota, a penna, datata 15 luglio 1958, che si trova assieme ad altri appunti relativi a precedenti pagamenti compiuti, appare in calce al preventivo del 28 maggio 1955); in cui degli alberi di tiglio, per i quali aveva fatto istanza al Vescovo di Vicenza Angelo Zarantonello con lettera dal 22 novembre 1956, vennero finalmente piantati nel cortile antistante la scuola materna; in cui le suore provenienti dall'Istituto delle Suore Francescane Elisabettine di Padova presero servizio presso l'asilo (contattati da don Orsato, avevano declinato l'invito la Congregazione Suore Francescane di Cristo Re di Venezia, l'Istituto Sorelle della Sacra Famiglia e l'Istituto Piccole Figlie di San Giuseppe entrambi di Verona, l"'lnstitution du Petit" di Sucy En Brie, città situata nel dipartimento della Valle della Marna, in Francia) fu il concreto, determinante, instancabile sostegno che la gente di Alonte mai fece mancare ai membri del Comitato per l'erezione della Scuola Materna e a quanti si adoperarono per la buona riuscita dell'impresa. D'altro canto, basta scorrere le pagine dei già citati "Registri delle presenze degli edili" per constatare quanto le entrate del costruendo asilo, ivi annotate, fossero primariamente fondate sulla buona volontà e sui sacrifici delle famiglie alontine.

Vi era chi, come Silvia Munaretti o la famiglia di Francesco Dal Bosco, aveva disposto, a guisa di 'lascito testamentario, che una somma di denaro, talora ingente come nel caso della signora Munaretti, fosse devoluta a sostegno delle spese occorrenti all'edificazione dell'asilo. Sorse, a tal proposito, un'accesa controversia fra il parroco di Alonte, da una parte, e i fratelli Angelo e Girolamo Munaretti, dall'altra, per la completa corresponsione di quanto previsto (due milioni di lire) nelle ultime volontà della sorella Silvia. Impugnando il testamento, Angelo e Girolamo Munaretti si rifiutarono di pagare la predetta somma e solo successivamente, il 26 gennaio 1956, si accordarono col parroco di Alonte per lasciare all'asilo l'importo di 700.000 lire.

Vi era chi, altresì, aveva generosamente messo mano alle proprie tasche, come l'insegnante Maria Veronese Bellin che, il 21 giugno 1956, consegnò ai membri del Comitato diecimila lire. Emergevano, infine, con straordinaria continuità le questue di grano e frumento, la cosiddetta "buona usanza", i proventi derivati dalla vendita di uova, pollame e uva, le singole offerte e le tantissime sottoscrizioni. In definitiva l'autentica solidarietà di uomini e donne di Alonte fu, simbolicamente, il vero cemento su cui l'asilo parrocchiale, oggi felicemente gremito di tanti bambini, ha posto e pone tuttora le proprie fondamenta. Una sorta di inestimabile patrimonio che tutti noi abbiamo il sacrosanto dovere di conoscere, apprezzare e ricordare ai nostri figli, perché la storia è vita e la vita non finisce mai.

Filiberto Dal Cortivo

P.S. La documentazione relativa alla storia dell'asilo parrocchiale è contenuta nelle buste nr. 7, 8 e 9 dell'Archivio Parrocchiale di San Biagio di Alonte."

domenica 17 gennaio 2010

SEI TU

"CURVA PIEGATA IN PIEDI ACCOVACCIATA CHINA
SEMPRE TU CHE CURI CHE AMI CHE SOFFRI CHE...CHE NON NE PUOI PIU' MA NON CEDI NON MOLLI NON TI FERMI E NON TI ARRENDI

PARLO DI TE DI ME

DI NOI CHE SPESSO INSIEME TROPPE VOLTE SOLE INVENTIAMO TUTTO

AMORE SOFFERENZA PAURA VITA(...)SEI TU DONNA
IMPREVEDIBILE FORZA DI TENEREZZA.
E. Kidanè




Ho trovato la poesia su CHIESA VIVA di Gennaio e mi ha incuriosito la proposta del Nobel per la Pace 2010 alle donne africane. Un Nobel collettivo, a significare che la pace non scaturisce solo da lotte personali eclatanti ma da fatica e sudore quotidiano. Nella motivazione si legge come le donne siano il motore dell'economia, sia familiare che collettiva, della prevenzione sanitaria, dell'istruzione; le donne combattono contro le pratiche dell'infibulazione che ancora subiscono altre donne nel continente africano e non solo.


Un Nobel a tutte le mamme, le sorelle, le moglie degli immigrati di Rosarno. Un sostegno che per me è anche un voler chiedere scusa per una politica verso gli stranieri che potrebbe essere sicuramente migliore. Per dire poco.


Si può firmare la petizione collegandosi a http://www.noppaw.org/.