Questa sfida l'umanità, e i Tedeschi in particolare, l'ha vinta. Ora nuove sfide più insidiose ci aspettano.
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sabato 13 agosto 2011
venerdì 18 marzo 2011
Educazione Civica
Ieri mi ero "indignato" perché il mio Sindaco si era confuso tra unità d'Italia e la Repubblica in Italia.
Ora se questo è il livello dell'ignoranza non solo è necessario festeggiare, ma come si possa contestare se questo è il livello di conoscenza della nostra Storia .......
giovedì 17 marzo 2011
150 anni d'Italia
Questo post esce oggi in omaggio all'anniversario dell'unità d'Italia. Nasce come un ringraziamento all'assessore Stefania Brun che domenica ha voluto organizzare un pomeriggio di commemorazione. Coro, tenore, solista, scrittori e giovani lettori fanno onore a chi ha voluto questo e credo sia stata premiata da una buona partecipazione. Oggi si capisce meglio l'intervento del nostro Sindaco. Tassoni ha voluto ricordare la caparbietà dell'assessore nel organizzare la festa, ma non vedere oggi la bandiera esposta sul pennone di fronte ai caduti della grande guerra, far rileggere il discorso come vuoto esercizio di retorica dove l'unico accenno ai fatti è stato pure sbagliato. Oggi si festeggia l'unità d'Italia e non la Repubblica.
lunedì 23 agosto 2010
4 novembre 1915
Leggo sul Giornale di Vicenza dell'iniziativa del Comune di Noventa Vic. di voler ricordare chi si distinse durante la I Guerra Mondiale. La
Manifestazione si inquadra nella cornice dei festeggiamenti del 150^ dell'Unità d'Italia. L'occasione è quanto mai importante per rinnovare a noi gli eventi di quegli anni. Sono almeno un paio i motivi di riflessione che vorrei qui condividere. La disfatta di Caporetto del 1916 portò le genti dell'altipiano di Asiago a dover sfollare e le nostre terre furono terre di accoglienza come testimoniano i numerosi gemellaggi dei nostri Comuni o i racconti della nonna quando si trovò in un piccolo paese come Alonte ad insegnare in una classe di 44 alunni. Eppure non possiamo dimenticare che quella piccola invasione infastidì i nostri nonni e creò del disagio. Non popoli provenienti dal Sud del mondo, ma nostri fratelli vicentini che venivano a turbare la nostra relativa tranquillità. E dire che appena dopo gli stessi nonni si trovarono ad emigrare e invocare quello spirito d'accoglienza che a loro era così tanto costato. Poi i miei ricordi non possono non andare alla caserma Monfenera di Cagliari. Li sul retro del portone d'ingresso campeggiava un enorme affresco ai caduti sardi sull'altopiano d'Asiago venuti dalla lontana Sardegna a morire nel Vicentino per costruire la nostra Patria ed è grazie anche al loro sacrificio che oggi possiamo onorare la nostra Patria ed esser orgogliosi d'esser ... Italiani. E poi un ricordo a mio nonno Giuseppe che fu onorato e autorizzato a fregiarsi della medaglia a ricordo della guerra del 1915-1918. e io sarò ben contento se potrò ricordarlo con altri nipoti il 4 novembre a Noventa Vic.
Manifestazione si inquadra nella cornice dei festeggiamenti del 150^ dell'Unità d'Italia. L'occasione è quanto mai importante per rinnovare a noi gli eventi di quegli anni. Sono almeno un paio i motivi di riflessione che vorrei qui condividere. La disfatta di Caporetto del 1916 portò le genti dell'altipiano di Asiago a dover sfollare e le nostre terre furono terre di accoglienza come testimoniano i numerosi gemellaggi dei nostri Comuni o i racconti della nonna quando si trovò in un piccolo paese come Alonte ad insegnare in una classe di 44 alunni. Eppure non possiamo dimenticare che quella piccola invasione infastidì i nostri nonni e creò del disagio. Non popoli provenienti dal Sud del mondo, ma nostri fratelli vicentini che venivano a turbare la nostra relativa tranquillità. E dire che appena dopo gli stessi nonni si trovarono ad emigrare e invocare quello spirito d'accoglienza che a loro era così tanto costato. Poi i miei ricordi non possono non andare alla caserma Monfenera di Cagliari. Li sul retro del portone d'ingresso campeggiava un enorme affresco ai caduti sardi sull'altopiano d'Asiago venuti dalla lontana Sardegna a morire nel Vicentino per costruire la nostra Patria ed è grazie anche al loro sacrificio che oggi possiamo onorare la nostra Patria ed esser orgogliosi d'esser ... Italiani. E poi un ricordo a mio nonno Giuseppe che fu onorato e autorizzato a fregiarsi della medaglia a ricordo della guerra del 1915-1918. e io sarò ben contento se potrò ricordarlo con altri nipoti il 4 novembre a Noventa Vic.
lunedì 26 aprile 2010
Cacciari il 25 Aprile a Vicenza
«Servono poche, ma importanti riforme. La Repubblica è una, ma dovrà essere federale all'insegna della sussidiarietà. Una visione conservatrice della nostra Costituzione sarebbe falsa, quanto chi la vorrebbe affondare. Bisogna uscire dall'immobilismo che ci stringe da decenni». Avanti tutta. Con slancio, ma senza contorsioni. Con concetti chiari e forti. È iniziata tre minuti prima di mezzogiorno l'orazione ufficiale per il 65° anniversario del 25 aprile di Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia.
domenica 25 aprile 2010
25 Aprile ad Alonte
La resistenza è passata dolorosamente anche per Alonte.
A iperitura memoria ricodiamo:
Furlanetto Valentino, Furlanetto Giuseppe, Fusato Antonio, Fusato Luciano e Speroniero Rino
caduti il 27 aprile 1945
Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perché
non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa.
Martin Niemoeller, pastore evangelico deportato a Dachau
lunedì 29 marzo 2010
Mauthausen
Non spaventatevi, non sarà questo un post pippone sul nazismo e su tutti i fascismi. Io semplicemnete vorrei qui riportare un pensiero che ogni persona che abbia affrontato la Storia si deve fare:
Come ha potuto il nazismo fare quello che ha fatto senza che il popolo sapesse.
Tanti anni fa sono stato a Mauthausen e ho capito che il popolo non poteva non sapere, perché il Lager di Mauthausen è nel più bel posto del paese su un'ansa del Danubio. E il camino fumava.
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